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Poesia bucolica
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La mwcqpoesia bucolica (o mwcgpoesia pastorale) è un genere di poesia la cui origine viene fatta risalire al poeta greco mwcwTeocrito, autore degli mwdamwdqIdilli. Nell'antichità riscosse notevole successo, tanto che si occupò di questo genere il poeta latino mwdgVirgilio.cite-ref-1[1] In epoca moderna la poesia bucolica è stata il tramite per la creazione di un luogo immaginario abitato da pastori felici dediti alla poesia, chiamato mwewArcadia. Esempi moderni di poesia pastorale sono lmwfa'mwfqmwfgAminta di mwfwTorquato Tasso e lmwga'mwgqmwggArcadia di mwgwJacopo Sannazaro.
Contents
• Note
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Origine e storia
Il termine bucolica deriva dal sostantivo mwhwgreco mwiaβουκόλος (mwiqbukòlos = "bovaro"):cite-ref-2[2] il poeta greco Teocrito si definì l'inventore del genere della poesia bucolica, cioè di una poesia in cui i protagonisti erano dei semplici pastori, lo scenario quello sereno e allegro della campagna, allietato da gare canore fra i pastori poeti. Negli idilli di Teocrito, la scena più frequente, in effetti, è quella di due pastori che si sfidano in una tenzone canora; l'oggetto privilegiato del loro canto sono vicende d'amore e, in particolare, i pastori usano il canto per lenire le pene di un amore non corrisposto.
La poesia bucolica teocritea non fu però un semplice mwkwdivertissement letterariocite-ref-3[3], ma il poeta si servì dello strumento della poesia anche a fini polemici, come nelle mwmamwmqTalisie, o per riscrivere con una sensibilità nuova miti antichi: è questo il caso del mwmgmito di mwmwPolifemo e mwnaGalatea, che tradizionalmente vedeva nel ciclope mwnqPolifemo un mostro orrendo e insensibile, mentre in Teocrito Polifemo canta la propria tristezza per il rifiuto di Galatea e dialoga con se stesso lamentando la propria deformità fisica come causa di tutti i propri mali. In questo componimento, la poesia bucolica dimostra tutta la propria vivacità narrativa e la propria carica di innovazione letteraria nell'introspezione psicologica di un personaggio precedentemente condannato al ruolo fisso del "mostro".
L'esperimento teocriteo ebbe immediatamente largo seguito,cite-ref-4[4] a dimostrazione di una mutata sensibilità non solo degli autori di poesia, ma anche del pubblico a cui queste erano indirizzate. Continuatori del genere bucolico furono i poeti mwowMosco di Siracusa e mwpaBione di Smirne.
Nel mondo latino il primo poeta a occuparsi del genere bucolico fu mwpgVirgilio.cite-ref-5[5] La sua prima opera furono appunto le mwqwmwraBucoliche, raccolta di dieci mwrqecloghe in cui l'autore riprende i temi ormai classici della poesia bucolica greca ma introducendovi decise innovazioni.cite-ref-6[6] La prima differenza che si può notare fra i componimenti di Teocrito e quelli di Virgilio è l'ambiente in cui si muovono i personaggi: infatti l'atmosfera che si respira nelle poesie greche è quella dell'assolata campagna mediterranea ripresa solitamente nel pieno della calura (non bisogna dimenticare che Teocrito era siracusano), mentre in Virgilio (che proveniva da mwsgMantova, quindi dalla pianura padana) non è infrequente assistere a brumosi tramonti, certo frutto dell'esperienza settentrionale del poeta.
Ma la differenza che più colpisce il lettore è certamente l'utilizzo allegorico: se argomento privilegiato della poesia greca era il racconto delle pene d'amore dei pastori, dietro i personaggi virgiliani si possono scorgere le vicende personali del poeta legate ai fatti militari e politici del suo tempo. Celebre il lamento del pastore Melibeo, nella prima bucolica, che è stato espropriato delle proprie terre (a seguito della mwtabattaglia di Filippi). L'altro protagonista dell'ecloga, Titiro, può invece rimanere tranquillamente sdraiato all'ombra, dato che gode della protezione di un dio (e questo dio è certamente mwtqOttaviano Augusto).
Continuatori dell'esperienza poetica virgilianacite-ref-7[7] furono, in età imperiale, mwuwCalpurnio Siculo e mwvaNemesiano, ma echi bucolici si possono riscontrare anche nel poeta cristiano mwvqPrudenzio.
L'eredità nella letteratura italiana ed europea
Il genere bucolico, dopo secoli di assenza dalla scena letteraria europea, viene ripreso da Dante nel suo mwwascambio in latino con mwwqGiovanni Del Virgilio e da qui si diffonde nella mwwgletteratura italiana in volgare. Il paesaggio proprio della poesia bucolicacite-ref-8[8] si può ritrovare in mwxwBoccaccio, nel mwyamwyqNinfale d'Ameto e nel mwygmwywNinfale fiesolano, anche se qui gli elementi pastorali sono inseriti all'interno di una narrazione che, a tutti gli effetti, appartiene più al genere del romanzo che a quello della poesia bucolica
Già nel mwzqXV secolo il motivo pastorale viene rielaborato da mwzgJacopo Sannazaro, la cui mwzwmwaaArcadia ridà impulso al genere. Anche mwaqMatteo Maria Boiardo scrisse delle mwagEcloghe improntate al modello virgiliano e certamente tutti questi modelli furono presenti al mwawTasso dell'mwbamwbqAminta.
Da queste opere del mwbwRinascimento italiano le tematiche bucoliche e pastorali si diffusero presso le altre principali letterature europee, come ad esempio in mwcaquella inglese, con l'mwcqArcadia di mwcgPhilip Sidney (1593), la digressione pastorale contenuta nel mwcwmwdaCome vi piace di mwdqWilliam Shakespeare (1623), fino al mwdgmwdwLycidas di mweaJohn Milton (1637)
Anche il mwegBarocco non disdegnò temi e motivi pastorali, come dimostrano mwewmwfaL'Adone e mwfqLa sampogna di mwfgGiambattista Marino; l'influsso della poesia pastorale non si limitò a riprese tematiche o stilistiche, ma determinò la nascita di un movimento letterario, ossia l'mwfwArcadia.
Nell'mwgqOttocento, anche se non si attinge direttamente alla poesia bucolica, tuttavia non mancano i riferimenti a quel mondo poetico: basti pensare al termine "idilli" che mwggLeopardi utilizza per designare i suoi componimenti. A cavallo fra '800 e '900, mwgwPascoli utilizzò la quarta ecloga virgiliana per trarre il titolo della più fortunata delle sue raccolte poetiche, mwhamwhqMyricae; riferimenti al modo greco dei pastori non mancano in mwhgGabriele D'Annunzio. Infine, nella raccolta mwhwOssi di seppia di mwiaEugenio Montale troviamo una poesia dal titolo mwiqEcloga.
Note
cite-note-11. ↑ Cfr. mwka"Bucolic poetry" in mwkqThe Oxford Companion to Classical Literature, Oxford, OUP, 1989, p. 425.
cite-note-22. ↑ E. Lelli, mwlqPastori antichi e moderni: Teocrito e le origini popolari della poesia bucolica, Hildesheim, Olms, 2017, pp. 9-10.
cite-note-33. ↑ E. Leelli, mwmqPastori antichi e moderni: Teocrito e le origini popolari della poesia bucolica., Hildesheim, Olms, 2017, pp. 12 ss.
cite-note-44. ↑ H. Bernsdorff, mwnqThe idea of Bucolic in the imitators of Theocritus, 3rd-Ist century BC, in mwngBrill's Companion to Greek and Latin Pastoral, a cura di Marco Fantuzzi, Theodore D. Papanghelis, Leiden, Brill, 2006, pp. 167-208.
cite-note-55. ↑ Cfr., nella vastissima bibliografia sulla pastorale virgiliana, almeno A. La Penna, mwogLa seconda ecloga e la poesia bucolica di Virgilio, in "Maia", n. 15 (1963), p. 484-492.
cite-note-66. ↑ J. Van Sickle, voce "Bucoliche", in mwpgEnciclopedia Virgiliana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1984, vol. 1, pp. 549 ss.
cite-note-77. ↑ R. Mayer, mwqgLatin Pastoral after Virgil, in mwqwBrill's Companion to Greek and Latin Pastoral, a cura di Marco Fantuzzi, Theodore D. Papanghelis, Leiden, Brill, 2006, pp. 451-466.
cite-note-88. ↑ Sul tema della pastorale in Italia, cfr. M. Pieri, mwrwLa pastorale, in mwsaManuale di letteratura italiana. Storia per generi e problemi, a cura di F. Brioschi e C. Di Girolamo, Torino, Bollati Boringhieri, 1994, vol. II, pp. 271-292.
Bibliografia
• C. Gallavotti, mwtaQuique feruntur bucolici graeci, Roma, Ist. Poligrafico dello Stato, 1993 (edizione critica dei tre bucolici greci).
• mwtgEnciclopedia Virgiliana, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1984 ss.
• M. Pieri, mwuaLa pastorale, in mwuqManuale di letteratura italiana. Storia per generi e problemi, a cura di F. Brioschi e C. Di Girolamo, Torino, Bollati Boringhieri, 1994, vol. II, pp.mwug 271–292.
• mwvaBrill's Companion to Greek and Latin Pastoral, a cura di Marco Fantuzzi, Theodore D. Papanghelis, Leiden, Brill, 2006.
Voci correlate